lunedì 22 febbraio 2010

venne la notte

«Dopo tanta speranza, questa fine.
E ora devo andarmene, mentre gli occhi si oscurano;
e perché vuoi che ti dica che tu esisti
se più non ti trovo.

Io non ti trovo più. No, non in me.
E non negli altri. Non in questa pietra.
Io non ti trovo più. Io sono solo.

Solo con tutta la miseria umana
che tentai di alleviare nel tuo nome,
di te, che non esisti. O vergogna infinita…

Dopo, si raccontava, venne un angelo –.

Perché un angelo? Ahimè, venne la notte,
e sfogliò con indifferenza gli alberi.
Nei sogno si agitavano i discepoli.
Perché un angelo? Ahimè, venne la notte»

R.M. Rilke, Il giardino degli ulivi


e lontano a volte vuol dire morte!

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